Il teatro in Museo

Il teatro in Museo per celebrare il Costituto del 1309

Chi entrerà in Comune venerdì prossimo chiedendo di incontrare il capo dell’amministrazione non si troverà davanti il sindaco Maurizio Cenni bensì il podestà del 1309 Filippo Marchese di Massa. Come per magia, dalle 17,30 alle 20, lo splendido Palazzo Pubblico di Siena, tornerà indietro di 700 anni all’epoca in cui fu redatto il Costituto, la prima carta costituzionale in italiano volgare.
Ecco che nella sala del Mappamondo Duccio di Buoninsegna è davanti al suo affresco con la resa di Giuncarico, nella Loggia dei Nove c’è, ovviamente un “Novesco” alle prese con i problemi di abitare in un palazzo bellissimo, ma ancora pieno di cantieri. Tutti frammenti di medioevo che entrano nella vita di oggi con un gioco colto e divertente, emozionante e capace di insegnare quasi come un libro di storia.
La rassegna si chiama “Sì, è itinerari” e fa parte del festival “La Città del Sì” che Siena dedica ai settecento anni dalla nascita del proprio Costituto scritto in lingua volgare. Le visite guidate si ripeteranno, alternando il Palazzo Pubblico e al Santa Maria della Scala, fino a Natale. I gruppi accompagnati da una guida entreranno ogni mezz’ora dalle 17,30 alle 20 (8€ ridotto per i gruppi a 5€ prenotazioni presso il centro Guide tel 057743273).
“Nessuno mai prima e probabilmente neanche nel futuro, avrà l’opportunità di vedere niente di simile – spiega la Direttrice dei Teatri del Comune di Siena Donatella Pollini – infatti il matrimonio fra il mondo del teatro e l’ambito dei musei, non si era mai espresso a questo livello. Qui è tutto al massimo: la fama dei personaggi, l’importanza artistica dei luoghi, la ricostruzione storica dei personaggi, i costumi, la regia, gli attori … chi ama Siena non può perdere questa occasione”.
In effetti i personaggi, sono fedeli alla loro storia al punto da sembrare veri. Una “ricostruzione” che ha richiesto mesi di lavoro e contributi diversi: storici, storico artistici, teatrali.
I costumi, ad esempio, provengono in parte dai cortei storici del Palio realizzati nel 1955 e nel 1981, integrati da quelli realizzati appositamente di una sartoria teatrale sotto la direzione di Alessio Rosati.
“I tessuti scelti per le nuove realizzazioni sono stati maggiormente fedeli alle tipologie in uso nel Trecento” spiega Rosati evidenziando come il lavoro di preparazioni dei costumi abbia seguito una logica rigorosa. Ovviamente quelli del corteo storico del Palio sono di una sontuosità ineguagliabile, con i velluti di seta foderati di broccato di seta, le cuciture interamente fatte a mano, i ricami, le fibbie, i lacci, tutto raffinatamente eseguito.
“L’unico problema è il peso – commenta ancora Rosati – perché questi splenditi abiti si aggirano sui venti chili ciascuno per cui gli attori sono costretti a sedersi aspettando i gruppi dei visitatori e si alzano in piedi solo per recitare”.
L’aspetto nuovo e piacevole delle performance teatrali proposte ogni venerdì pomeriggio all’interno del festival “La Città del Si”, è la sensazione di “toccare” il medioevo con personaggi storici che camminano e dialogano con i visitatori con estrema naturalezza. I luoghi storici, intorno a loro, che si caricano di un’enorme forza evocativa e la sensazione di essere veramente, noi uomini del terzo millennio, nel Palazzo Pubblico del 2 ottobre 1309.

Per tutte le informazioni consultare il sito internet lacittadelsi.comune.siena.it

>>30/09/2009 13.27.00(SIENA)

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