6 febbraio 2010 Asta di beneficenza

Asta d’arte in beneficenza

L’Istituto d’Arte Duccio Di Buoninsegna ospita “Occhio all’Arte” l’asta di beneficenza. Sabato 6 febbraio, alle 16, presso la scuola d’arte di Siena, in Piazza Maria Teresa di Calcutta 2 , si inaugura la mostra d’arte e, a partire dalle 18, le opere saranno messe all’asta. L’intero ricavato servirà per realizzare una sala operatoria oculistica in Burundi. Gli attori Francesco Burroni, Silvia Priscilla Bruni insieme ad un robot bandiranno l’asta.
“Occhio all’Arte” è nato da una idea dell’artista Chimena Filippetti con la collaborazione di Fabio Mazzieri vicepreside dell’Istituto d’Arte Duccio Di Buoninsegna e di Alessandro Grazi presidente dall’associazione “Didee”. La loro cooperazione è servita per cercare la partecipazione di artisti bravi e generosi.

Dal 3 al 13 ottobre 2009 in collaborazione con l’Onlus, un’équipe formata dal medico chirurgo Vincenzo Mittica e da due infermieri, Chimena Filippetti e Claudio Bondi, si è recata a Buta, un piccolo villaggio nella giungla del Burundi con l’obiettivo di creare un ambulatorio oculistico e l’allestimento di una piccola sala operatoria in un paese dove l’assistenza sanitaria specialistica non è un “diritto”, ma è data solo a chi può pagarsela.
Ci sono malattie (come il tracoma, l’oncocerosi, la cataratta,il glaucoma) che in Africa possono portare alla cecità se non curate in tempo.
Nel mese di ottobre l’équipe ha affrontato la prima missione: con l’ausilio di una lampada a fessura e poche altre attrezzature sono stati visitati 285 pazienti di tutte le età. Di questi 55(maggior parte bambini), riceveranno presto gli occhiali correttivi a spese dell’associazione. Sono stati individuate 60 persone affette da cataratta e 10 colpite da glaucoma, che verranno operate nel prossimo febbraio. E’ necessario del materiale da acquistare (microscopio, Facoemulsificatore, Sterilizzatrice, letto operatorio) per allestire la sala operatoria Si dovrebbe arrivare ad inviare un’equipe composta da 2 medici e 2 infermieri ogni tre mesi per quindici giorni di missione. Ovviamente per fare ciò occorrono risorse sia di personale volontario che risorse economiche

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